L’origine del pensiero filosofico
Scuola di Atene, di Raffaello Sanzio da Urbino, in centro Platone e Aristotele
La filosofia greca rappresenta il primo momento fondamentale dell’evoluzione del pensiero filosofico occidentale.
Il mondo greco ha segnato un grande passo nell’evoluzione del pensiero, e noi occidentali riconosciamo le nostre radici in quella cultura. Sebbene gli egiziani abbiano avuto un ruolo fondamentale, molte delle civiltà che si svilupparono nel bacino del Mediterraneo contribuirono all’evoluzione della società come la conosciamo oggi. Le prime tracce archeologiche ci indicano che le origini della civiltà si incontrano nelle aree dell’attuale Iraq e Iran. In queste zone si trovano le testimonianze più antiche dell’agricoltura, dell’architettura e dei primi sistemi di scrittura. Nel corso della storia umana, si può osservare come una parte di queste civiltà si sia spostata gradualmente dall’Oriente verso l’Occidente.
“La grandezza del mondo greco, basata sui presupposti1Presupposto: Condizione dalla cui esistenza o fondatezza dipende il conseguimento di un risultato di ordine logico o pratico. ereditati dalle civiltà precedenti, risiede nella scoperta che dietro le forme della natura e del mondo esistono delle leggi numeriche.
Tutta l’armonia del mondo e delle sue forme segue regole che possono essere espresse attraverso i numeri.”
Lo scultore greco non si limita a imitare la forma esteriore visibile. Ad esempio, se Prassitele dovesse scolpire una statua di Venere, come nella tradizione dell’arte greca che segue il principio della “mimesi”, potrebbe prendere la modella più bella di Atene e metterla in posa. Tuttavia, la Venere di Milo non è una riproduzione esatta della modella: le proporzioni del seno, la larghezza dei fianchi, la distanza tra gli occhi e la forma della bocca seguono regole matematiche e proporzionali molto precise, che forse non corrispondevano perfettamente alla realtà della modella. Lo scultore apportava piccole correzioni per rispettare questi canoni di perfezione numerica.
Misurare oggi con un computer queste sculture si scopre un mondo di scienza. Come in eguale modo l’architettura, è tutto fatto in proporzione, l’ordine Dorico, tutto in proporzione all’uomo, alla misura delle figure maschile, l’ordine Ionico invece è in proporzione alla figura della donna.

Nel contesto della filosofia greca, si può affermare che i pensatori di questa civiltà avessero già raggiunto un elevato grado di comprensione e organizzazione della natura del mondo. Platone, uno dei più eminenti filosofi greci, ha delineato in modo dettagliato le regole numeriche nel suo dialogo intitolato “Timeo”2Il Timeo è un dialogo scritto da Platone attorno al 360 a.C. Ha avuto una grande incidenza teorica sulla filosofia e sulla scienza posteriori. . Quest’opera considera la scienza naturale come un sapere congetturale e probabile, che non pretende di raggiungere una verità assoluta.
Attraverso il “Timeo”, Platone esplora tre questioni fondamentali: l’origine dell’universo dal punto di vista cosmologico, la struttura materiale dell’universo dal punto di vista fisico e, infine, la natura umana. Questi temi sono trattati in modo approfondito, offrendo spunti di riflessione e analisi che hanno influenzato profondamente il pensiero filosofico occidentale.

Le parti principali dell’opera includono:
Prologo: Introduce la storia e i personaggi coinvolti nel dialogo, come Socrate, Timeo di Locri, Ermocrate e Crizia.
Origine dell’universo: Timeo di Locri racconta l’origine dell’universo, presentando il concetto del Demiurgo, una forza ordinatrice che plasmò il mondo sensibile basandosi sul modello perfetto delle Idee.
Struttura dell’universo: Platone discute la struttura dell’universo e la sua relazione con le Idee, sottolineando l’importanza della matematica nel costituire la realtà e nel mantenere l’armonia cosmica.
Natura umana: L’opera affronta anche la natura umana, esplorando i concetti di ordine, bontà e disordine nel mondo sensibile, in confronto con il mondo perfetto delle Idee.
In sintesi, il “Timeo” di Platone rappresenta un trattato filosofico fondamentale che esplora la creazione dell’universo, la sua struttura, e il ruolo cruciale della matematica nella comprensione della realtà.
Il Demiurgo è una figura chiave nel Timeo di Platone. Il termine, di origine greca, significa letteralmente “artigiano” o “creatore”. Nella cosmologia platonica, il Demiurgo è una forza divina e razionale che ordina il caos preesistente, plasmando l’universo sensibile in base al modello perfetto delle Idee. Tuttavia, il Demiurgo non è creatore ex nihilo (dal nulla), ma un ordinatore che agisce su una materia già esistente. La sua opera riflette il desiderio di rendere il mondo il più simile possibile alla perfezione e all’armonia del mondo intelligibile, ovvero il regno delle Idee.